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“Nocciolo in campo” alla Fiera Città della Nocciola a Castellero (FOTO)

Tornata ad attrarre numerosi corilicoltori, particolarmente interessanti anche alla ricerca scientifica

CASTELLERO – Con oltre 20 aziende fornitrici di innovazioni tecnologiche e meccaniche, la proposta “Nocciolo in campo” 2026, disegnata dal Responsabile Tecnico Coldiretti Asti Antonio Bagnulo, è tornata ad attrarre numerosi corilicoltori, particolarmente interessanti anche alla ricerca scientifica portata avanti dalla Fondazione Agrion di concerto con l’Università e il Settore Fitosanitario della Regione Piemonte.

Ad illustrare le principali criticità agronomiche è stato il tecnico agronomo Luca Manfrin di Agrion. “In 10 anni la superficie corilicola regionale è raddoppiata raggiungendo gli attuali 28mila ha; al contrario, la produzione si è quasi dimezzata” ha premesso. “Cinque sono le principali cause di tale dimezzamento: gli effetti dei cambiamenti climatici, le avversità biologiche, la mancata o scarsa impollinazione, il degrado dei suoli e le inadeguate pratiche agronomiche”.

“Rispetto ai cambiamenti climatici stiamo testando biostimolanti, nutrizione e difesa contro scottature” ha rassicurato Manfrin. Ma se da un canto gli effetti dei cambiamenti climatici comportano uno sfasamento della fioritura, dall’altro, con l’aumento delle superfici coltivate a nocciolo gli impollinatori sono diventati insufficienti.

“Su questo fronte” ha proseguito Manfrin, “stiamo portando avanti interessanti e innovative prove sulla gestione del corileto attraverso adeguata potatura e prove di impollinazione assistita”.

Parlando di avversità biologiche, anche quest’anno, sono stati riscontrati: il Mal dello stacco, che ha trovato terreno fertile in impianti più datati e sottoposti a forte stress; l’ Oidio, che è tornato a soffocare la pianta riducendo la fotosintesi; l’Eriofide, che ha ridotto la produzione di foglie e di frutto; il ragnetto, che ha creato defogliazione; l’Agrilo, che ha strozzato e disseccato i rami.

“Impianti poco arieggiati e non illuminati favoriscono una lenta crescita e diffusione di malattie, così come, potare con gli stessi strumenti non disinfettati ne favorisce la proliferazione” ha concluso Manfrin.

Poi, un focus sulla cascola, passata dal 5 al 30% in 10 anni. “La cascola precoce, legata principalmente a difetti di impollinazione e clima, si è presentata tra maggio e giugno, mentre quella tardiva, derivante da clima e da problemi fitosanitari, tra luglio e agosto” ha precisato Bagnulo. “I fattori predisponenti sono tornati ad essere: clima, deficit idrico, cimici e batteriosi”.

Sul fronte delle innovazioni tecnologiche, il tecnico agrario Mattia Canalis ha presentato il sistema di fertilizzazione e decompattazione chimica del suolo. “Sia le attività antropiche (calpestio mezzi meccanici inclusi) sia il cambiamento climatico sono portatori di forti e intense precipitazioni che favoriscono la compattazione dei suoli” ha spiegato Canalis. “Gli aumenti della temperatura, inoltre, si riflettono nel suolo accelerando il processo di degradazione della sostanza organica e riducendo la presenza di macro pori. Ne consegue che i micro pori lascino poco spazio ad aria e ad acqua, determinando la compattezza eccessiva del terreno che, a sua volta, complica/riduce lo sviluppo radicale e la capacità assorbimento di alimenti nutritivi e di concimi, aumentando il ruscellamento nei declivi, quindi, di movimenti franosi”. 

Con penetrometro e idrometro alla mano, è possibile rilevare se le condizioni di campo siano più o meno idonee. Il penetrometro misura lo sforzo massimo richiesto alla radice per penetrare nel terreno. Sempre più, lo sforzo massimo è richiesto già a 9 centimetri di profondità (solitamente avviene a 40 cm) e su ben il 75/80% delle realtà produttive. In questi casi, occorre intervenire con la ripuntatura meccanica e sfruttando reazioni chimiche naturali, tramite la distribuzione di sostanza organica e calcio.  

Altro strumento di ultima generazione è l’Interrascan illustrato da Alessandro Ramezzana del Consorzio Cap Nord Ovest. “Interrascan permette una radiografia puntuale che consente la definizione di una concimazione di precisione, sia in ambito orticolo sia frutticolo e cerealicolo, evitando dispersioni e favorendo la sostenibilità ambientale.

Sempre parlando di automazione, altra proposta è stata quella riferita all’impianto di irrigazione a goccia, in versione senza fili. Trattasi di un soluzione molto semplice che, grazie ai sistemi GSM o WI-FI installati vicino a casa, permette di comandare a distanza le valvole di settore, che sono installate nei campi. Un sistema prezioso per monitorare con precisione le condizioni idriche e di umidità dei suoli rilevate dai sensori.

“Grazie alla sua componente tecnico-scientifica, ancora una volta, Nocciolo in Campo è risultato il principale appuntamento di interesse corilicolo che, anche quest’anno, ha attratto numerosi produttori astigiani e non solo” hanno apprezzato la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone e il Direttore Giovanni Rosso. “Siamo fortemente convinti che solo con la ricerca e la sperimentazione, così come, con le innovazioni tecnologiche, le nostre produzioni agricole di pregio verranno preservate e continueranno a caratterizzare la nostra vocazione e identità astigiana”.

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