ALMESE – Custodia cautelare in carcere per il “Maestro”. Indagati anche tre suoi adepti e collaboratori. Avrebbe paventato di possedere poteri soprannaturali e, dietro la facciata di corsi di yoga, meditazione e arti marziali, avvicinato persone con vulnerabilità reclutandole all’interno di un rigido sistema di assoggettamento psicologico, fatto di violenze, coercizione lavorativa e abusi sessuali. È il quadro che è emerso all’esito di un’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino, sotto il coordinamento della locale della Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, avviata nel marzo 2024 e tutt’ora in corso, grazie alla quale è stato possibile documentare come il principale indagato, con il ruolo di “Maestro”, avrebbe esercitato un controllo totale sulle adepte mediante manipolazione psicologica, proponendo loro terapie sciamaniche o rituali in grado di alleviare le sofferenze o, addirittura, guarirle.
Non solo. L’uomo, 59 anni, autoproclamatosi “il prescelto” poiché in contatto con la “Madre Divina”, dopo aver avviato una comunità residenziale nella bassa Val di Susa, ospitava principalmente donne da lui definite “monache” o “adepte”, costringendole a fare voto di obbedienza e povertà versando in suo favore tutti i loro averi. Vittime scelte oculatamente, dato che le stesse erano spesso affette da problematiche e/o malattie e per tale motivo più manipolabili anche dagli stessi collaboratori del “Maestro”, due donne e un uomo, anch’essi indagati in stato di libertà. Le due collaboratrici, una con il ruolo di “Maestra” e l’altra psicologa professionista il cui effettivo ruolo è attualmente oggetto di approfondimento investigativo, gestivano la “setta” sul piano logistico.
Il collaboratore, “Monaco” e massoterapista, eseguiva “terapie sessuali” a pagamento solo su clienti di sesso femminile, sfruttandone i momenti di lutto o fragilità. Il “Maestro”, destinatario della misura più afflittiva, ovvero la custodia cautelare in carcere, la cui richiesta è stata avanzata dall’Ufficio di Procura, secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Comando Provinciale di Torino avrebbe abusato sessualmente anche di vittime minorenni, sottoponendole a reiterati atti di violenza sessuale facendole passare come presunte “terapie purificatrici”. Tra i capi d’imputazione a carico del cinquantanovenne, infine, vi è anche la truffa aggravata ai danni dello Stato. L’uomo avrebbe infatti simulato la propria inabilità a deambulare, inducendo in errore la commissione medica dell’INPS percependo indebitamente oltre 80.000 euro a titolo di pensione di invalidità.



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