domenica 15 Febbraio 2026
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TORINO – Europa: politiche di coesione nel territorio metropolitano a confronto

All’incontro del 4 giugno hanno partecipato esperti e rappresentanti delle istituzioni coinvolte nella progettazione, attuazione e valutazione del PNRR

TORINO – “Senza l’Europa Unita il nostro continente è destinato all’irrilevanza. Quando si dice che un progetto non si può realizzare per colpa dell’Europa è falso ed è vero l’esatto contrario: la dimostrazione sono i fondi del PNRR”: una decisa presa di posizione a favore della UE e delle opportunità che mette a disposizione dei territori quella che il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo ha proposto nel pomeriggio di mercoledì 4 giugno ai partecipanti al laboratorio universitario dedicato alle politiche di coesione dell’Unione europea e alle strategie di comunicazione territoriale, promosso dal centro Europe Direct della Città metropolitana di Torino in collaborazione con l’Università di Torino. “A frenare le politiche dell’Unione sono spesso i veti di alcuni Stati membri. – ha sottolineato il Vicesindaco metropolitano – Ma i progetti del PNRR in via di completamento stanno portando sul nostro territorio investimenti per 380 milioni di euro su infrastrutture e servizi. La Città metropolitana gestisce direttamente fondi per 120 milioni, destinati ad esempio ad interventi sull’edilizia scolastica e alla riqualificazione ambientale attraverso la riforestazione. Inoltre il nostro Ente sta curando la regia di progetti che impegnano risorse per 265 milioni, selezionati in tempi ristretti e attraverso scelte condivise con gli amministratori locali. Se stiamo ai fatti, progetti come quello scaturito dal Masterplan del Comune di Avigliana avranno ricadute sulla qualità della vita di tutti i cittadini del territorio: giovani studenti, anziani, adulti pendolari. Non di meno Europa abbiamo bisogno ma di una Europa rafforzata”.

All’incontro del 4 giugno, moderato moderato da Alba Garavet, responsabile di Europe Direct Torino, hanno partecipato esperti e rappresentanti delle istituzioni coinvolte nella progettazione, attuazione e valutazione del PNRR, con un focus specifico sul ruolo del monitoraggio civico come strumento di democrazia e trasparenza.

Arjon Malasi del Ministero dell’Interno, ha evidenziato il valore di un controllo capillare per evitare sprechi, corruzione e ritardi, rimarcando come gli strumenti tradizionali, pur fondamentali, non siano sufficienti a restituire il quadro completo. “È il monitoraggio civico, soprattutto quello locale, a colmare la distanza tra ciò che mostrano i database centrali e quello che davvero accade nei territori. – ha spiegato Malasi – Solo così possiamo valutare se i progetti stanno generando vero valore pubblico”.

Un concetto ripreso e approfondito anche da Lorenzo Sanchez del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha insistito sulla necessità di cambiare metodo nella gestione degli investimenti, perché “il PNRR nasce da una risposta sociale alla pandemia, che ha messo in luce disuguaglianze e fragilità del sistema. Serve una nuova impostazione negli investimenti pubblici e serve un ascolto profondo del territorio: ciò che vediamo dai database è solo una parte della realtà. Il monitoraggio civico è ciò che ci permette di coglierne le sfumature”.

Gli interventi di Francesco Rossi Salvemini della Task Force PNRR della Commissione Europea e di Massimo Gaudina della European Training Foundation, hanno contribuito ad ampliare lo sguardo europeo dell’incontro, sottolineando l’importanza di costruire una cittadinanza europea consapevole, capace di valutare e raccontare l’impatto delle politiche pubbliche sul benessere collettivo. “L’Unione Europea è parte della soluzione, non il principio del problema. Eppure un italiano su tre è invece convinto del contrario” ha sottolineato Gaudina. “Le iniziative di partecipazione civica servono proprio a far capire, attraverso la trasparenza, l’utilità dei progetti e i cambiamenti che possono avviare. Inoltre, monitorare i progetti permette di entrare nella complessità delle cose, competenza sempre più richiesta nel mondo del lavoro. È positivo che a farlo siano proprio studenti universitari” ha concluso lo Special Advisor della European Training Foundation.

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